28 aprile 2009

Is de fainal caundaun

Visto che i miei collaboratori sono piu' inutili della "Yoga Flame" di Dhalsim, rieccomi a scrivere un post di persona. In realta' e' tutta una scusa per vantarmi del mio nuovo stupendo acquisto: la maglietta di Jessica Fletcher. Mi scadeva la Postepay e dovevo spendere i 15 euro che rimanevano. Non ho saputo resistere. Poi questa settimana ho anche creato il mio sito tutto personale di fotografia, del quale tra l'altro mi sono gia' stufato.
Dopo il solito preambolo superfluo, veniamo all'argomento principale del post: l'emigrante italiano all'estero. Dopo un attenta analisi durata quasi due anni e mezzo posso finalmente catalogare i vari tipi di emigranti a seconda dei loro comportamenti (ovviamente sara' una classificazione arrogante e superficiale, quindi avendovi avvisato prima nessuno si senta offeso):
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L'entusiasta: questo personaggio aveva probabilmente una vita di merda in Italia, quindi OVUNQUE sia finito non ammettera' nemmeno sotto tortura che qualcosa nella suo nuovo paese di adozione possa essere peggio che in Italia. Anche in Corea direbbe che c'e' piu' gnocca e si mangia meglio, quindi se finisce in un paese tipo Inghilterra/Germania/Spagna tutto e' perfetto ("altro che in Italia!") e se per sbaglio finisce in Svezia/USA/Giappone si sente onnipotente. Parla male del suo paese natale con chiunque anche quando si parla d'altro e se si prova a fargli notare cose semplici tipo la scarsa qualita' di cibo o l'alcoolismo o problemi tipo delinquenza (molto) minorile o un numero enorme di ragazze madri fingono di non sentire.
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L'integratista: (nota bene, non integraLista ma integraTista) vuole per forza farsi accettare subito dalla sua nuova patria. Dopo una settimana usa tutte le espressioni tipiche del posto, odia tutti le rivali della citta' in cui si trova (citta' vicine, squadre di calcio, i francesi, ...) e si veste come gli autoctoni. Prende tutte le abitudini (sia quelle buone che quelle cattive) e fa' sue tutte le tradizioni che appartengono ad un altro popolo (festivita', riti, appuntamenti mondani, campionati di freccette, etc.) e ne parla come se le avesse fatte sin da bambino. I veri abitanti del posto lo riconoscono subito, l'accento lo frega almeno per i primi 2 anni (minimo).
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Il merendero: e' italiano fino al midollo. Dopo 5 anni che e' qui mangia sempre pasta, pizza, crudo di parma, Parmigiano, mozzarella, grissini, va solo al ristorante italiano e se va in un ristorante non italiano ordina cose italiane e si lamenta che fanno schifo. Segue solo il campionato italiano, ha la televisione satellitare per guardare i canali italiani e sogna di tornare in Italia tutti i giorni. Con i colleghi, in qualsiasi discussione, tira fuori che in Italia siamo piu' bravi a fare qualcosa (moda, automobili, cibo, calcio, opere d'arte, mare, monti, donne, universita'). Poi sta qua perche' guadagna di piu'.
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Lo sforzante: lo sforzante e' un merendero che tenta molto lentamente di integrarsi, ha bisogno di tempo. Comincia a bere il caffe' istantaneo in tazzoni enormi, mangia patatine con l'aceto e sostituisce la fontina con il cheddar o la brioche con il muffin. Una volta ogni sei mesi prova una cena tipica ma poi ritorna alla sua pasta e pizza alternate a qualche salsiccia o cheesecake ad intervalli regolari. Parla dell'Italia solo se salta fuori l'argomento e fa battute ironiche su Berlusconi, la mafia o la capacita' degli italiani di arrangiarsi/fregarti. O tutte e tre le cose insieme, che si fa anche prima.
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Il rappresentante: questi e' solitamente all'estero per una breve vacanza ma ci sono emigranti che persistono in questo stato per mesi o anni. Egli era una persona normale in Italia, ma per il fatto che si trova all'estero DEVE rappresentare l'Italia e tutti i suoi tipici stereotipi e/o (cattive) abitudini. Alle feste porta la chitarra, fa casino e ci prova con tutte (perche' l'italiano all'estero cucca un casino), gesticola come Pulcinella, ascolta Pausini/Ramazzotti/Pavarotti, sa fare la pizza e invita tutti, perche' e' amico di tutti. Fa il figo, mescola il dialetto della sua citta' natale con la lingua del posto appositamente, fa il furbo e l'opportunista, cerca di fregare il prossimo e se ce la fa si sente grande e crede di essere il migliore, perche' lui e' andato a vivere all'estero mica e' rimasto in quel buco di citta' in Italia. E' un cretino.
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Poi mio fratello mi ha dato il link a questo fantastico video. Finalmente una band peggiore di quelle in cui ho suonato io.
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11 commenti:

Rabb-it ha detto...

La cosa dei due anni in cui gli integratisti si fanno fregare dall'accento, mi fa pensare che tu appartenga alla categoria.

O bisogna pensare che sei un pochino tutti loro?

O nessuno?

Eh dici bene, osservazioni inutili dei lettori!

Qui ha smesso di piovere, per ora.
La conta dei danni la lascio fare ad altri.

Ciao

Anonimo ha detto...

dai, dicci a che categoria ritieni di far parte...

Cek ha detto...

anch'io odio i francesi

Cek ha detto...

Lucio, ma dove cazzo hai trovato sto video....è bellissimo....fa morire... che miti...hanno preso il cd degli europe gli hanno pisciato sopra prima di suonarlo

ilbusca ha detto...

Cek, forse non conosci ancora Spitty Cash http://www.youtube.com/watch?v=6mYYIZCDaOw

scrockman ha detto...

"...e fa' sue...". Ok l'apostrofo perché non hai le vocali accentate nella tastiera, ma ANCHE SE LE AVESSI AVUTE MIODDIO!!! Fa III persona singolare di fare non va accentato, diamine!

E a proposito di Spitty Cash: http://img397.imageshack.us/img397/9459/10nunagza6dh3.jpg

Marco M ha detto...

io penso che in ogni Italiano che emigra ci sia una parte di ogni stereotipo che hai descritto.

Anonimo ha detto...

Ma tu sei a nord, ma tanto a nord...e io che credevo fossi nei dintorni di londra...
torna, dai, che ormai la Fiat farà sfracelli.

ilbusca ha detto...

E' da quando sono nato che la Fiat si sfracella.

Anonimo ha detto...

Busca sei un idolo. Solo da te potevo aspettare una citazione sulla "Yoga Flame" di Dhalsim. B. Posso diventare un collaboratore inutile?

ilbusca ha detto...

Parliamone. Chi sei?