Sono stufo di raccontare al mondo della mia ubriacatura colossale (prima ed ultima) che ho preso all'alpàa (nota manifestazione estiva di Varallo Sesia) del 1998, così ho deciso di farlo una volta per tutte sul mio blog sputtanandomi alla grande, farvi fare quattro risate (per chi ancora non la conoscesse) e chiuderla qui..
Un po' tutti noi abbiamo un racconto-cavallo di battaglia per le serate noiose, il mio è questo. I miei amici l'hanno sentita dozzine di volte, quindi possono anche evitare di leggere il post. Il lettore estraneo alla vita del Busca, invece, deve sapere due cose: 1) il Busca è totalmente astemio 2) il Busca ha martellato continuamente una ragazza (già fidanzata) dal 93 al 98 prendendo tutti i santissimi giorni il cappuccino alla macchinetta del caffè con lei (e altri) nell'intervallo all'ITIS riuscendo mediamente solo a proferire frasi del tipo "Ah!", "Gh!", "Beh...", "Mah!". In realtà sono andato avanti un po' anche dopo le scuole superiori, ma stendiamo un TELONE pietoso...
L'amore platonico per questa ragazza era amplificato all'inverosimile dalla mia fervida immaginazione romantica che caratterizzava la mia adolescenza. Con "romantica" intendo proprio romantica con i fiori, le cene al lume di candela e le notti estive stellate, non la "romantica" che intende Cek. Comunque sia questa ragazza, nonostante una evidenza imbarazzante del mio essere totalmente infatuato di lei, non ne ha mai voluto sapere e non ha mai mostrato il benchè minimo interesse nè mi ha mai illuso in nessun modo.
Resta il fatto che proprio cinque giorni prima dell'esame di maturità, questa ragazza (che chiameremo con un nome di invenzione "Elema") molla il suo ragazzo. Questa notizia, banale per molti ma vitale per il Busca, mi scosse non poco.
"Casso! Cinque anni e adesso che la scuola finisce e ognuno di noi va da qualche parte diversa, chi a studiare e chi a lavorare, e lei molla il ragazzo! Ma porc! Non posso perdere questa occasione!".
Ora dovete sapere che il rituale dell'accoppiamento del Busca è molto complesso. Essendo magrolino ed apparentemente insignificante (ora anche con le rughe!) non ha affatto l'acchiappo da discoteca/spiagga del tipo "Vieni a casa con me?" bensì una elaborata tecnica mista di simpatia / humour / romanticismo / autoironia / intelligenza / gentilezza / sfacciatezza / depistaggio / pietà / implorazione / sorpresa / amore / psicoanalisi che mediamente dura dagli 8 mesi ai 2 anni circa prima di ottenere di uscire per andare a mangiare una pizza.
Per questo motivo mi dovetti improvvisare playboy in soli 5 giorni, perchè poi chissà se l'avrei rivista ancora. Un barlume di razionalità però mi ricordò che avrei anche dovuto studiare per l'esame di maturità, visto che non avendo studiato per cinque anni temevo che qualcuno in sede d'esame potesse accorgersene.
Così decisi: studio per questo fottuto orale e poi alla sera vado all'alpàa, festeggio la fine degli studi e poi ci provo (la malcapitata lavorava ad uno stand della Pro Loco distribuendo drinks e altro).
Ah. Dovete sapere anche che avevo le stampelle perchè mi ero sfraccato la caviglia giocando con dei bambini a calcio nel piazzale della fonderia di Scopello. Comunque sia l'orale di maturità va così così ma è finito e la sera si va all'alpàa. Scendo a Varallo in macchina con Ceq (nome di fantasia), mi pare, ma non ci scommetterei perchè i ricordi sono un po' confusi.
Dopo un approssimativo giro delle Pro Loco mi piazzo al bancone dove serve Elema, saluto educatamente quando ecco comparire un mio cugino che chiameremo Ondrea come nome di fantasia. Ondrea ha lavorato un po' dal papà quest'inizio estate ed ha ricevuto uno stipendiuccio. "Busca ti pago da bere".
"Lo sai che non bevo...". "Dai per una volta!". Vabè uno mica si diploma tutti i giorni e poi ho bisogno di disinibizione per l' "attacco".
Ora, io non mi ricordo perchè quel fottuto anno andasse di moda quasto drink assurdo chiamato "Torello" misto di Tequila e Kahlua o forse Vodka, so solo che mio cugino me ne offrì uno. "Quant'è?" "4000 lire" disse una collega di Elema. Ondrea aveva diecimila lire intere ma lei chiese gentilmente "Non ce le avresti giuste che ho poca moneta?" ed in qualche modo saltarono fuori ste 4000 lire giuste.
Fatto sta che mi bevo questo drink. Fa schifo. Non lo riberrei per nessun motivo al mondo. Si parla del più e del meno scambiando qualche battuta con l'amico Cerufi (nome di fantasia) già ben carburato da litri di sangria, Ceq, Ondrea e talvolta anche Elema.
Sto bevendo merda ma ogni tanto scambio una parola con Elema, non male. "Un altro?" chiede Ondrea, "no dai non so se...", "avete le 4000 giuste per favore?", le 4000 giuste saltano fuori e arriva il secondo Torello.
Giù anche quello, uno schifo assurdo. Alle mie spalle compare anche il mio compagno di classe Peromi (nome di fantasia). Ricordo che io ero al bancone con le stampelle e sembravo già un buon invalido ubriacone.
Anch'egli da poco diplomato e senza pensieri... "Offro da bere! Busca, ma da quando bevi?", "Ma no è che...", terzo torello. E quarto. Ora chi li ha pagati non me lo ricordo, so solo che io non li ho pagati e che la collega di Elema chiedeva sempre "non è che avreste le 4000 lire giuste?".
Al mio quinto torello Cerufi è già a casa (si era unito al giro dei torelli dopo la sangria, cosa per nulla saggia) mentre del Ceq ho ricordi vaghi. Fatto sta che compaiono mio fritello Luco (nome di fantasia) e la sua ragazza Lauritta. Vengo a casa con voi, neh, aspettatemi. Giù il quinto torello.
Busca nel balordone, ubriaco fradicio. Il sesto chi me l'ha pagato non so, so solo che l'ho rovesciato sul bancone e mi sono ciucciato prima il maglione intriso e quindi il bancone stesso, di legno grezzo. Fatto sta che è il momento... Elema è "sola" di fronte a me, è single e quella è una delle mie ultime occasioni. E' venuto il momento di dirle cosa hai provato in tutti quegli anni, una delle frasi che ti ha ispirato, quello che il tuo cuore sente! VAI BUSCA!
"E... E...", "Eh?" dice lei, "No scioè ecco, e... se io adesso... eh...", "cosa?", "No dicoh... se... scie... se sci provasci?", "eh?", "Sce sci provasshi?".
Sorriso di pietà di lei.
"Eh ma io sto con lui!" e mi indica un biondino 1 e 90 alla sua destra a circa due metri di distanza.
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Mi sembra che fossimo rimasti solo io e Perofi a quel punto.
Cinque anni di attesa sfociate in "Sce sci provasshi?".
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"Schvuoi un toreshlo peroshfi?"
"Sci."
"Offro io."
"Avreste per caso le 4000 lire giuste, non ho moneta..."
"Cazzo E' TUTTA LA SHERA CHE TI DIAMO LE QUATROMILA LIRSHE GIUSHTE POSHIBILE CHE NON NEH HAI MESSHE SEI DA PARTE? SAI FARE SHEI MENO DIESCI? O DIESCI MENO SEI? POI VOI DELLA PROLOCO DI BORGOSHESHSIA MI SHTATE ANCHE UN PO' SHUL CULO CHE NO TIRATE SU I SHOLDI PER LA FONTANELLA DEL PAESHINO MA FATE TUTTO ASHCOPO DI LUCRO, AVIDI!"
Giù il sesto torello.
"Busca, andiamo a casa?" il fritello Luco e la sua ragazza.
"Meglio di sci."
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Vi risparmio il viaggio in macchina. Come a giocare a Doom su un 286. In diciotto chilometri sì e no 9 fotogrammi in tutto.
Arrivo davanti a casa, la voglia di vomitare è tanta. "Luco fermiamoci un attimo alla chiesetta che ho un po' di nauseetta". Mi siedo con la testa tra le mani. Più per la nausea che per il due di picche.
Alzo lo sguardo verso casa... un fantasma bianco! Cazzo un fantasma!
Ah no.
Mia mamma in vestaglia che viene a vedere che cazzo succede...
Va avanti Luco... "Niente... lascia stare... pene d'amore!". La mamma torna a casa. Passano 40 minuti mi passa un po' la nausea. Decido di andare a casa anche io.
Trenta minuti buoni per fare due rampette di scale da 10 scalini l'una per andare dal pianoterra al primo piano di casa mi passando davanti alla camera dei miei, ubriaco e con le stampelle. Mi sveglio alle sette e come un rattone vago per casa tutto il mattino, niente pranzo che è meglio.
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Per questo ora sono ancora PIU' astemio di prima.
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"Grazie" alla mamma per non essersene accorta o per non avermelo fatto sapere. "Scusate" a tutti gli altri, Perofi escluso.