23 aprile 2006

C'erano una volta i videogiochi


Essere un bambino negli anni 80 mi ha portato, come molti miei coetanei, a vivere una rivoluzione nel mondo ludico a cui spesso la gente comune non da importanza. Abitando in un paese di montagna ho avuto la fortuna di poter provare esperienze che forse i bambini di città non avrebbero mai potuto provare se non nelle vacanze estive.
Così ho giocato nelle capanne sugli alberi, giocato a guardia e ladri per le vie di Pila la notte e giocato a pallone nella piazzetta. In casa ho giocato coi Lego, col Subbuteo e a farmi picchiare da mio fratello. Facevo anche la raccolta delle figurine dei mondiali di calcio, ma visto che l'altro ieri mi sono comprato l'album di quelle di Germania 2006 ed ho già speso 17 € in bustine preferirei sorvolare...
Abbandonando questo momento nostalgico, il mio intento era quello di comunicarvi che nella mia infanzia ho giocato molto. Per mia fortuna o sfortuna continuo a giocare anche adesso, perlopiù a calcio (il quale secondo me è principalmente un GIOCO prima di uno SPORT) ed ai videogiochi.
La cosa che non riesco a capire (e su cui vorrei che mi spiegaste il vostro punto di vista) è se i videogiochi di oggi mi sembrano più brutti perchè effettivamente lo sono o perchè non li vedo più con gli occhi di un bambino.
Se vi siete fatti un giro in qualche centro commerciale avrete notato l'incredibile mole di videogiochi nuovi ogni settimana. Se siete dei videogiocatori vi sarete anche accorti delle migliaia di porcate videoludiche che vengono vendute ogni giorno.
Voglio dire: non c'è nulla di male nel creare un videogioco dove puoi ballare con Britney Spears saltando su di una pedana elettronica, ma dove sono finite le bellissime avventure grafiche di Ron Gilbert ? Quelle avventure (sopra vedete un immagine di "Zak McKracken and the Alien Mindbenders") erano come dei libri. Ti calavi nel personaggio, vivevi una storia, provavi soddisfazione nel proseguire e quando lo finivi ti dispiaceva che non andasse avanti ancora un po'.
Molti videogiochi di oggi hanno delle potenzialità tecniche mostruose (le avventure sopracitate avevano una risoluzione video di 320x200 pixel che oggi superate col telefonino) ma si basano su sceneggiature scadenti. Ovviamente non vale per tutti (la Nintendo riesce ancora a stupirmi con delle innovazioni veramente geniali ed anche altri come la Square-Enix ad esempio) ma la maggior parte è VERAMENTE scadente.
Nel 1989 mi bastava vedere un ammasso di pixel che prendeva e portava oggetti da una parte all'altra di un piccolo mondo (disegnato perlopiù da una persona sola) con dei dialoghi pieni di intelligenza ed ironia per divertirmi per mesi, ora ho delle meraviglie tecnologiche in mano a degli incapaci.
Attendo un nuovo super-videogioco che mi faccia tornare un po' bambino, usare la fantasia e riflettere sul mondo che mi circonda. Ovviamente lo voglio con una grafica super-fichissima, al giorno d'oggi si può. Adesso che sono grande non devo neppure chiedere alla mamma, posso comprarmelo da solo appena uscito!
Nostalgia o degrado?

5 commenti:

Il Ceruti ha detto...

Busca come al solito la verità sta nel mezzo (e se giochi a trivial è quella con la parèntesi del Canazza).
Purtroppo è vero che pochi giochi di oggi hanno una trama che ti appassiona, però è vero che da piccoli giocavamo ore al gioco del poker solo per spogliare una specie di donna cartone animato.....e lì un pò rimpiango quei giochi!
Però si sta arrivando ad una situazione strana, perchè ora si producono e si sviluppano centinaia di giochi all'anno (rispetto a qualche decina negli anni 80) ma bisogna pensare anche ai costi di sviluppo, perchè certi titoli costano milioni di euro, per far cosa poi? per far sculettare britney? ma VAFFANCULO! solo un deviato mentale può divertirsi così! Noi, videogiocatori da quasi un ventennio, vogliamo di più! Se questa cazzo di Spears balla lo può fare, ma deve anche risolvere un incantesimo per aprire un baule sommerso che ci darà la chiave del mondo occulto che girovagando tra dungeons e avendo la accortezza di usare un certo punto l'amuleto del fuoco......e invece no! Producono un quiz sulla bibbia che neanche i Flanders comprerebbero! Un simulatore di fuochi d'artificio! Ma CAZZO non ho più neppure la libertà di farmi saltare una mano con un Raudo?
Mah...per fortuna come dici tu sono rimaste delle certezze come la square-enix, che per farti un nuovo Final Fantasy ci mettono 2-3 anni come minimo, poi però quando ci giochi ti perdi in quel mondo virtuale e fantastico, e finalmente puoi usare l'amuleto del fuoco....
Non vediamo più i giochi con gli occhi di un bambino, ma con occhi molto più critici su tutto, audio, grafica, trama, effetti speciali! Però una cosa di buono c'è: il MAME! Così quando ci stanchiamo di far ballare decentemente quella sgualdrina di "oOps i did it again" possiamo ritentare di finire Ghouls and Ghost o Bubble Bobble. Cercando dietro il Pc dove si mettono le 100-200 lire.

ilbusca ha detto...

Sono commosso...

Patata ha detto...

"Anna, mi presti 100 lire per giocare al Tarzan? Poi te li rendo..."

savio ha detto...

Ciao Busca, anch'io pur non essendo un appassionato videogiocatore ho una teoria a proposito. Eccola in sintesi qui di seguito:
Negli ultimi anni il punto di riferimento delle nuove generazioni è rappresentato dal culto del bello, dell'esteriorità. Nel mondo dei videogiochi questo elemento è rappresentato dalla grafica; in linea con questa tendenza e con lo sviluppo della tecnologia ecco giochi graficamente stupefacenti (si scrive con o senza "i"?) ma dal contenuto scadente... Mi sembra una teoria estendibile a diversi campi porcaccia la bindella e pur non essendo estendibile al 100% degli individui (tu ad es. ne sei già un'eccezione) mi pare discretamente applicabile...
Mi è tornata voglia di giocare a Pitfall!!!!

Anonimo ha detto...

Io avevo avuto: Vic20, C=64 , C=128, Amiga 500, 500plus, 600, 1200, e nel 2002 mi sono preso l' AmigaOne con OS4 . ^_^

Danyblu