10 giugno 2006

I consigli del sabato alla Didona (2)

Il mio difficile percorso di completa integrazione valsesiana (impostomi per motivi misteriosi dal Busca, che evidentemente accetta a fatica le mie origini pugliesi), partito in anni ormai remoti e non sospetti con l’attenta degustazione della toma, proseguito con la comprensione del dialetto e lo studio delle abitudini valsesiane, si avvia alla sua fase matura (in questo ventisettesimo anno, l’anno della crisi), in attesa del traguardo, che il Busca ha fissato nell’acquisizione degli scapini (che voi credete si posano comprare e a basta e invece a quanto pare presuppongono un percorso mentale e psichico complesso). Per ora siamo nella fase miacce.
Premessa. Io adoro le miacce, se mi capita le mangio a sei a sei con avidità e truculenza. Ma farle è un’altra cosa, soprattutto per Miss Disastro in cucina, soprattutto se da esse dipende il proseguio del percorso di integrazione completa cui si accennava.
Tutto è cominciato con un regalo di compleanno: il ferro per le miacce (io avrei preferito una maglietta, un orologio, un libro, un CD, una borsetta, una collina di brillanti, tutt’al più anche il Game Boy Advance o una Barbie ).
Un regalo che era un messaggio esplicito e non aggirabile. Un fallimento poteva essere il colpo di grazia per la mia già difficile situazione psicologica…
E invece oggi, a mesi di distanza, dico: “Grazie, Busca”.
Non essendo difficile come la ricetta del tacchino ripieno, infatti la miaccia non mi ha dato problemi, anche se sostengo che il peso dell’aggeggio sia eccessivo e alla trentesima miaccia comincio a piagnucolare. Insomma pare che anche questa fase stia per concludersi felicemente.Tutti i miei timori erano infondati. La miaccia non fa più paura alla timorosa Didona, che all’inizio aveva scongiurato e pianto perché le venisse concesse l’alternativa di potersi integrare migliorando la tecnica di sci, apprendendo tutte le specie di funghi (inutile: lo schizzinosissimo Busca non li mangia), imparando il puncetto, specializzandomi nella morra per appassionanti sfide in alta valle. E invece era solo Miacce e scapini. Scapini e miacce. Ora mi sento vicina la traguardo, e forse questo mi aiuterà a vincere anche la crisi del ventisettesimo anno. Ora niente mi può più fermare… Tranne una cosa: imparare a fare la polenta come nella migliore tradizione valsesiana. Ma non ditelo al Busca…Il mio compleanno è abbastanza vicino.

3 commenti:

dOTTOR cOSTA ha detto...

pUGLIA RULES, cHICAGO BULLS

Il Ceruti ha detto...

Dovresti imparare a cucinare, piuttosto che la polenta, i "Capuneit", per la ricetta ti rimando al Busca.
Così come i "Frichòi".
Dopo sarai più Valsesiana del Busca.
Il Busca ogni carnevale va a Villa Simius per vedere i Mammuttones, date le sue origini sarde.
Didona tieni sempre un pò di puglia in te, come le mozzarelle, le cime di rapa, il bellissimo Salento e l'abusivismo, che deve essere una parte fondamentale in ognuno di noi.

Anonimo ha detto...

ehm... io più che commentare vorrei un'informazione: dove posso comprare un ferro per le miacce e quanto costa?

grazie!

rispondete, se potete, a parlacon@ersiliomattioni.it


www.ersiliomattioni.it