17 maggio 2006

Leggende valsesiane (1)


Il mitologico animale alpino ritratto da un anonimo artista valsesiano di inizio secolo (ventunesimo secolo) è da tempo motivo di diatribe tra gli autoctoni. C'è chi sostiene che non esista, c'è chi giura di averne visto anche più d'uno e chi mi dice:"Ma vai a lavorare, badola!".
Fatto sta che il Daù ha interessato scienziati di tutto il mondo per la sua particolare struttura fisica. Trattasi di un indefinito incrocio tra cerbiatto, cinghiale e/o capra con la buffa caratteristica di avere due gambe notevolmente più lunghe da una parte rispetto all'altra che gli consentirebbero di proseguire su coste di ripidi pendii senza alcuna difficoltà.
La particolarità è che le gambe più corte sono sempre dalla stessa parte e quindi TUTTI i Daù costeggiano le montagne rimanendo sempre alla stessa quota e procedendo sempre nello stesso verso! Il povero Daù può quindi solo vedere il posteriore degli altri Daù (che, nel caso delle Daù femmine, potrebbe anche ritenersi un vantaggio per l'accoppiamento) e sopratutto non può mai tornare indietro. Se un Daù si gira per tornare indietro mette le gambe lunghe a monte e non occorre essere un ingegnere per capire dove va a finire il baricentro facendolo precipitare e morire nel burrone.
Questa non banale ultima osservazione implica che un Daù nato su di una montagna conica isolata è destinato a girare in tondo tutta la vita cercando di procedere più velocemente della Daù femmina, che si trova più avanti, per poter procreare, ma soprattutto molto più velocemente del Daù "culallegro" che lo precede.
Se la montagna fa parte invece di una catena montuosa, come accade ad esempio in Valsesia, esso può procedere per chilometri ed arrivare nelle Alpi marittime, prima dalla parte del Piemonte poi, quando finiscono, gira attorno alla montagna (NON SU SE STESSO!) e se le rifà dalla parte Ligure con vista sul mare. Dopo Ventimiglia gira su per Les Deux Alpes e solitamente va a morire in Svizzera o nella Germania del sud.
Personalmente ci credo e mi stupisco di come non ci sia ancora un ente per la salvaguardia del Daù... forse dovremmo fondarlo noi ma al momento è impossibile perchè non sapendo com'è fatto non posso fare un logo verosimile.

10 commenti:

dOTTOR COSTA ha detto...

aSSOLUTAMENTE COMPLIMENTI PER IL DISEGNO, ME NE STAMPI UNO SU CARTA FOTOGRAFICA CHE LO APPENDO IN CAMERA?

patata ha detto...

Che storia triste... Si potrebbe chiedere aiuto alla "Calzoleria da Angelo", già nota per aver inventato le scarpe con il tacco davanti per poter andare in discesa come se fosse in piano.

kikkio ha detto...

Erano anni che non sentivo la leggenda del Daù.
Mi mancava, un po'.

dOTTOR cOSTA ha detto...

http://dahu.free.fr/

DOTTOR COSTA ha detto...

http://www.sportnat.com/lapouneur/rando/dahu/chasse/page1.htm

..E CE NE SONO ALTRI ANCORA

savio ha detto...

Busca, ma daù non si scrive dahuuu?
E' il mio animale preferito, peccato che non ne abbia mai visto uno...

ilbusca ha detto...

Cacchio non sapevo che fosse così famoso...

ilbusca ha detto...

http://en.wikipedia.org/wiki/Dahu

TSCHECK ha detto...

io una volte credevo di averne visto uno ed invece era un altro esemplare di animale....raro, ma non tanto quanto il daù....il mitico ZONCA...sicuramente so che il busca parlerà anche di questo animale e della sua famiglia di zonchidi....anche loro sono in via di estinzione, ma forse riusciamo a salvarne qualcuno e a farlo accoppiare

Nustlu ha detto...

Io l'ho visto!
Giuro che esiste!
Me l'ha detto mio cuggino